
Cammino sola in una città che ha preso le sembianze di un villaggio.
Cammino sola nelle vie un tempo affollate e mi mancate, viaggiatori di tutto il mondo.
Voi che avete scelto un turismo responsabile prima della crisi.
Voi che avete scelto la piccola visita con una guida locale piuttosto che i grandi tours delle agenzie di viaggio multinazionali.
Voi che avete scelto di scoprire Parigi in piccoli gruppi invece di trottare dietro una banderuola con una cinquantina di altri turisti, senza imparare nulla sulla vera anima di questa città.
Mi mancate terribilmente e Parigi avrà bisogno di voi più che mai domani.
Questa crisi ci ha insegnato che bisogna cambiare. Noi stessi, il nostro modo di lavorare, di incontrarsi, di consumare, di scoprire il mondo. Eravate già pronti, l’ho letto nei vostri sguardi, ed io anche.
Allora cammino sola, nell’attesa di ritrovarvi, per raccontarvi cosa ho visto nelle vie solitarie, abitate solamente dai ricordi di secoli di storia.
Prima della crisi vi ho parlato degli artigiani del Faubourg, quegli artigiani che hanno fatto le rivoluzioni francesi. Mentre passeggiavo sola in un questo quartiere magico mi hanno sussurrato un segreto: è venuto il momento di una nuova rivoluzione. Senza violenza, ma con determinazione.
Sono delle nuove barricate che bisogna costruire, etiche, delle barricate fatte di scelte responsabili.
Sogno di accogliervi all’arrivo dal vostro viaggio in treno, in barca a vela, in bici. E che mi raccontiate della ricchezza di questa esperienza, del cammino che vi ha portato fino a me, in questo angolo di Parigi.
Perché lo scopo del viaggio non è di arrivare rapidamente a destinazione, lo scopo del viaggio è viaggiare.
A presto, miei cari viaggiatori di domani. ❤️
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