Per evitare ogni equivoco: non sono esperta né di arte, né di architettura, né di storia. Sono solo una curiosa esploratrice che ha voglia di condividere le sue passioni, quindi non cercate nei miei articoli uno sguardo professionale: ci troverete solo emozioni, pareri e gusti molto personali.
Detto questo, il museo d’Orsay è uno dei miei preferiti a Parigi. In primo luogo per la sua architettura: adoro le stazioni e di conseguenza questo edificio che nasce come la stazione della linea Parigi-Orléans. Poi naturalmente l’esposizione: qui è conservata la più grande collezione di opere impressioniste e post-impressioniste del mondo.
Buono a sapersi: i giovani fino a 26 anni non pagano il biglietto di ingresso e la signora che smistava le file è stata particolarmente gentile e attenta in occasione della mia ultima visita perché accompagnavo mio nipote, studente all’Accademia di Belle Arti. Quindi se é anche il vostro caso non dimenticate il tesserino dello studente che vi permetterà di accedere al corridoio preferenziale per entrare.
Ma veniamo alla storia di questa bellissima costruzione.
Nel XIX secolo, il luogo dove ora sorge il Museo d’Orsay era occupato da due edifici: la caserma della cavalleria e il Palazzo d’Orsay, fatto edificare tra il 1810 e il 1838 da Napoleone I. Il palazzo era destinato al Ministero degli Affari Esteri, ma fu alla fine assegnato al Consiglio di Stato (a partire dal 1840, al piano terra). Nel 1842 la Corte dei Conti si installò al primo piano.
Nella notte tra il 24 e il 25 maggio 1871 il Palazzo fu incendiato dai Communards
L’incendie immense, le plus énorme, le plus effroyable, le cube de pierre géant, aux deux étages de portiques, vomissant des flammes. Les quatre bâtiments, qui entouraient la grande cour intérieure, avaient pris feu à la fois
Emile Zola, La débacle
Il Consiglio di Stato e la Corte dei Conti si trasferiscono al Palais Royal.
La Compagnie du chemin de fer de Paris à Orléans acquista l’area per edificare la Stazione capolinea della tratta Parigi-Orléans. La costruzione, (1898-1900) è affidata all’architetto Victor Laloux. La stazione è inaugurata il 14 luglio 1900 in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi.
Le ricche decorazioni interne limitano la circolazione ai soli treni elettrici, quindi alla stazione di Austerlitz viene staccata la locomotiva a vapore e rimpiazzata da una locomotiva elettrica per finire la corsa fino alla stazione d’Orsay.
A partire dal 1939 le sue funzioni vengono limitate ai treni di “banlieue” a causa dei binari troppo corti per l’evoluzione delle linee ferroviarie. Le Grandi Linee sono trasferite alla stazione di Austerlitz.

1942 
1945 

Nel 1940 viene utilizzata come piattaforma di smistamento dei pacchi da spedire ai soldati francesi che combattono contro la Germania. Requisita dai comandi nazisti durante l’occupazione, alla fine della guerra diventa un luogo di transito per i prigionieri di guerra francesi di ritorno dalla Germania.

1954 
1958 
Il Processo 
Il Processo di Orson Welles 
Il Processo di Orson Welles 
Il conformista di Bertolucci 
Il Conformista di Bertolucci
Fino agli anni 70 la maggior parte della stazione non è più utilizzata, solo pochi treni di periferia transitano ancora, e altri diversi utilizzi si succederanno: nel 1954 la stazione, ribattezzata “la stazione della speranza” è trasformata in deposito in seguito all’appello dell’Abbé Pierre (fondatore di Emmaus); nel 1948 il Presidente Charles de Gaulle vi tiene una conferenza stampa; nel 1962 alcune scene del film Il Processo di Orson Welles vengono girate nella hall, nel 1969 alcune scene del Conformista di Bertolucci sono girate nell’hotel della stazione.
Nel 1972 è la compagnia teatrale di Jean -Louis Barrault che si installa alla Gare d’Orsay, fino al 1979, facendo di questa stazione uno dei luoghi di creazione più originali della capitale. I treni continuano a passare al piano inferiore, ma un accordo con il capostazione li fa passare sui binari più distanti per non disturbare gli spettacoli che si tengono prima sotto un tendone da circo e poi in una struttura completamente smontabile (che sarà poi riutilizzata nella nuova sede di questa troupe teatrale: le Theatre du Rondpoint).
Nel 1973 viene iscritta all’inventario dei monumenti storici e salvata dal rischio di demolizione.
Nel 1974 il Presidente Giscard d’Estaing decide di trasformarla nel museo del XIX secolo.

































